Settimana per la Cultura

02/10/2007

Nell'ambito della IX Settimana per la Cultura 12 – 19 Maggio, l'amministrazione Comunale di Succivo, Assessorato alla Cultura, ha organizzato una serie di manifestazioni culturali a Succivo.

In collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i beni per i beni Archeologici  delle province di Napoli e Caserta, la Pro loco sez. Succivo presieduta dall'Avv. Alfonso Tinto, l'Archeoclub presieduta da Giuseppe Petrocelli:

Tutti i giorni

  • Accoglienza e guida presso il Museo Archeologico dell'Agro Atellano sito in Succivo alla Via Roma;
  • Laboratori didattici per ragazzi: i vasi raccontano;
  • Mostra sulla Canzone Napoletana presso la Casa delle Arti sita in Corso Sicilia;
  • Sabato 19 maggio 2007, ore 17,00,  Premio Arturo Fratta nell'Auditorium Paolo VI, P.zza IV Novembre;

Sabato 19 maggio 2007

  • ore 17,00, Premio Arturo Fratta nell'Auditorium Paolo VI, P.zza IV Novembre;
  • ore 18.00, Concerto per Chitarra e Pianoforte con degustazione di dolci classici Napoletani presso il Museo Archeologico dell’Agro Atellano sito in Succivo alla Via Roma;

Domenica 20 maggio 2007

  • ore 10,00, Passeggiata ecologica in bicicletta ed a cavallo alla riscoperta delle antiche masserie e casali;
  • ore 18,00, Serata dedicata alla Canzone Napoletana presso il Museo Archeologico dell’Agro Atellano sito in Succivo alla Via Roma.


Quale grande contributo Arturo Fratta abbia dato nel quadro generale della cultura e in particolare per la difesa di Napoli risulta dalle molte sue pubblicazioni, alcune in collaborazione con altri. Il primo lavoro impegnato fu Garibaldi, passioni e battaglie del 1960 che raccoglieva articoli pubblicati su Il Mattino per iniziativa del direttore Giovanni Ansaldo (al quale Fratta dedicò poi nel 1991 una monografia specifica). Poi tutto un susseguirsi di volumi e ne cito alcuni di maggiore rilievo: Napoli sempre (1970), Storie di mare e di sirene (1978), Intervista su Croce a Raffaello Franchini (1978), Centro storico e città futura (1986), Così finì il regno d’Italia: dai taccuini di Croce (1992), Carlo Nazzaro (1997), Salvatore Di Giacomo (1997), ricostruzione dell’edizione originale della Costituzione della Repubblica napoletana del 1799 (1999), L’azione politica di Croce quando l’Italia era tagliata in due (2005), varie pubblicazioni sull’Università di Napoli “Federico II”, sulla lunga storia del quotidiano Il Mattino.

Ma l’impegno più specifico di Arturo Fratta per Napoli risulta evidente soprattutto con la pubblicazione Centro storico vent’anni dopo: una campagna di stampa in difesa di Napoli (2002). In quest’ultimo volume sono stati raccolti gli articoli di Fratta che apparvero su Il Mattino nel 1980 dopo il terremoto del novembre. Quando si cominciò a pensare alla ricostruzione dei danni provocati dal sisma ci fu chi tentò di cogliere l’occasione per creare un cataclisma urbanistico a proprio vantaggio. Fu creato un “Piano di recupero dell’edilizia universitaria dell’area del Primo Policlinico” che avrebbe stravolto gli impianti edilizi e le strutture viarie storiche. Fratta, insieme ad altre personalità della cultura napoletana – da Elena ed Alda Croce a Giovanni Pugliese Carratelli, da Enrico Cerulli a Marcello Gigante – si mobilitò per fermare il progetto urbanistico: «Ebbe così vita - si legge nell’introduzione alla pubblicazione edita dall’Arte Tipografica - una campagna di stampa che impedì una gravissima e irreparabile offesa al tessuto storico della città di Napoli».

Nella prefazione al mio volume Benedetto Croce e la sua Napoli (2004), Fratta ribadisce con energia la necessità che la cultura napoletana vada valorizzata: «Con una ripetitività sconcertante, le prospettive di manomissione del centro antico, più volte sventate fino a vent’anni fa, sembrano ancora oggi rinnovarsi nelle formulazioni, al momento teoriche, di una progettualità che non riesce a nascondere i suoi intenti speculativi, incurante dei problemi provocati da un’altissima densità abitativa, da tempo individuata tra le cause primarie dell’emergente cultura dell’illegalità. A questi allarmi si aggiunge oggi un folklore di basso livello, cui purtroppo acriticamente ci si affida, facendo leva sui più vieti luoghi comuni per attirare flussi turistici in una grande ed antica città che ha ben altro da offrire, anche a livello di massa… Il clima di superficialità e di approssimazione nel quale viviamo non lascia intravedere nessun bisogno di autenticità, che pur sarebbe opportuno nell’approccio a una città come Napoli, alla sua storia, alle sue tradizioni, da parte di chi disinvoltamente ne distorce l’immagine, come non sarebbe consentito in altre città d’Italia».

In un’intervista rilasciata a Repubblica nel settembre scorso, pochi mesi prima della sua scomparsa che sembrava ancora lontana, Arturo Fratta riferendosi alla “Napoli di oggi”, riprendeva con chiarezza concetti approfonditi nel volume Cultura e potere a Napoli: appunti per una ricerca (2006), l’ultimo suo lavoro presentato lo scorso anno presso l’Istituto italiano per gli studi Filosofici: «In questa città - affermava nell’intervista - nel corso dei secoli si è consumata una lotta sorda, lacerante, tra cultura e potere. Qui Federico II fondò la prima università laica, qui la gloriosa rivolta del 1799. Ma è anche la città in cui il potere finisce per assumere sempre lo stesso volto, in cui si tentano a tutt’oggi controlli politici sulla cultura: è accaduto di recente con l’Istituto italiano per gli studi Filosofici. Ed è inammissibile». Un preciso riferimento a questo glorioso Istituto che Arturo Fratta aveva contribuito a far sorgere appoggiando l’iniziativa benemerita di Gerardo Marotta ed è stato giustamente sottolineato che fu proprio un articolo di Fratta a convincere il ministro competente dell’opportunità della destinazione del palazzo Serra di Cassano come sede.

Categoria: Iniziative